Oggi è il giorno della memoria e tutta la pubblicistica si occuperà dell’Olocausto, come è giusto. Io desidererei dedicare un pensiero ai milioni di morti della guerra di annientamento dei civili che fu l’ultimo conflitto mondiale. Bombardamenti a tappeto di città, mitragliamenti di strade urbane (qualcuno avrà sentito nominare il mitico Pippo, l’aereo alleato solitario che colpiva i civili sulle strade di Verona), bombe atomiche su città sguarnite. Ci hanno spiegato che era necessario, perché si doveva piegare il consenso della popolazione al regime, ma le bombe non distinguevano tra tiepidi ed entusiasti, neonati e repubblichini. Penso alle decine di milioni di morti dell’Unione Sovietica, certo un colosso dell’ideologia oltranzista, ma senza i quali noi non saremmo qui a scrivere. Agli eroi di Stalingrado che contesero centimetro per centimetro, morto per morto, la nostra libertà. Penso ai partigiani della divisione Osoppo, trucidati dai loro compagni d’arme a Porzus, in nome di un nazionalismo dipinto di rosso che non distingueva più tra amici e nemici. La storia è sempre scritta dai vincitori, che per nostra fortuna furono gli alleati, ma il prezzo della guerra, in fatto di vittime civili, è stato abominevole. Più del doppio dei militari, settanta milioni.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento