Di fronte ad un successo, professionale o privato, alcuni restano sorpresi dall'onda di risentimento che esso produce. Io sinceramente no. Il risentimento muove il mondo come e più dell'amore, ci sono persone che si sentono escluse e ti colpevolizzano per questo. A volte le hai escluse per errore, a volte perchè del tutto incapaci di condividere un progetto, a volte perchè semplicemente prepotenti e prevaricanti, a volte magari non le conosci, ma esse focalizzano su di te il loro disagio. L'inclusione non sempre è possibile, vi sono persone che riescono solo a depredare e distruggere e questo loro approccio affonda in profonde radici ancestrali e irrazionali. Sicuramente, qualcuno, da qualche parte, ha fatto del male e quel male, come il fulmine, si concentra e colpisce chi si scopre e rende disponibile un piccolo spazio vitale. Mettersi a disposizione significa anche diventare un parafulmine. Non c'è modo di evitarlo. Ridurre il risentimento significa anche ridurre il male, anche se non sempre è possibile. Trovare una chiave di lettura, un dialogo, anche con chi ti odia è un modo efficace di migliorare il mondo, questo forse stava a significare "ama il tuo nemico". Non si trattava di servilismo, si trattava di equilibrio e armonia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento