domenica 26 luglio 2015

Ansia da supermercato

Quest'ansia da supermercato che prende, anzi arrapa la politica veronese, andrebbe analizzata meglio, se ci fosse qualcuno che ha ancora voglia di fare il mestiere del giornalista, o se un giudice albergasse a Berlino.

Secondo la vulgata, però, ci sono supermercati e supermercati.

Quelli “raffinati, intelligenti, patriottici”, se appartengono ad amici del centrosinistra o “brutali palazzoni antiestetici”, se invece vengono concepiti dall’altra parte.

Il punto è che sono troppi, non aggiungono posti di lavoro, non mantengono le risorse sul territorio ed inducono il sospetto che il commercio sia solo una faccia della medaglia.

Secondo Roberto Saviano: “I clan non occupano territori solo con sentinelle. Compro oro, sale bingo, centri commerciali, questa è la loro vera occupazione”.  

Le imprese famigliari chiudono, ma sembra sia un male di stagione, un fenomeno che non si può evitare: “E’ la globalizzazione, bellezza….” 

Non è vero, non prendiamoci in giro, è la scelta di tanti veronesi di non alzare la mano per dire “non ci sto” a provocare tutto questo. 

Sembra quasi che non vi siano altri luoghi della provincia veronese, a giudicare dal "sold out" di certi parcheggi, dove ci si possa incontrare al fresco, la Domenica pomeriggio.

Se non è instupidimento, allora è follia collettiva.



Nessun commento:

Posta un commento