martedì 18 agosto 2015

Montalbano sono...

Mi piacerebbe conoscere i miei vicini di casa.

Ieri notte ci ho pensato: sono sedici anni che abito in questa via e ricordo solo il nome del macellaio, e questo non perché lo conosca veramente, la mia memoria è tenuta sveglia solo dall'insegna al neon.

Qualche volta fantastico che la mia strada di periferia si trasformi in una di quelle viuzze del commissario Montalbano, dove l’unica automobile autorizzata a transitare è la sua.

Sollevando lo sguardo vorrei respirare a pieni polmoni l’aria salmastra della brezza marina e non questo misto di deodorante scaduto e gomma bruciata.

Immaginarsi il lungomare di Marinella in questo quartiere incendiato dall’effetto serra è come intravedere una bottiglia di coca ghiacciata in pieno deserto, ma è forse per questo che sogno le spiagge di Montalbano, perché nelle nostre periferie non c’è più niente di niente, specialmente d’estate.

I locali chiudono, a volte per sempre, e poi ci sono tante persone che frugano nei rifiuti, tante quante non ne avevo mai viste. 

Ci si può consolare alle sagre "paesane", dove la stessa gang di fornitori di colesterolo ci seppellisce di patatine scotte e birre a due ero e cinquanta, dove puoi osservare la gente immersa nei balli di gruppo, tristi fenomeni che fanno comprendere perché la rivoluzione tarda ad arrivare... 

Ieri, durante una serata “Country”, ho visto vecchi uomini travestiti da Billy The Kid imitare le movenze di Gary Cooper in “Mezzogiorno di fuoco”.

Li (e mi) compatisco. In fondo anche loro hanno scelto un Film per fare mattina.

Io infatti: "Montalbano sono!"...

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