venerdì 7 agosto 2015

Verona, l'Anchorage de noaltri...

Io sono un estimatore della Pizzeria da Salvatore, in Piazza San Tomaso a Verona. Il punto è che per mangiarci occorre munirsi di una pazienza certosina, con attese che possono protrarsi fino a 40 minuti nei giorni più “caldi”.

Quello che mi colpisce però è il suo orario, si chiude alle 23.00, fosse anche il giorno dell’Apocalisse o della vittoria del PD alle elezioni politiche (che è più o meno la stessa cosa) e purtroppo non è un caso isolato. 

Quando c’è Teatro, specialmente d’inverno, se accade che sei tornato tardi dal lavoro ed esci nella speranza di mettere qualcosa sotto i denti, pare di stare a Reykjavik, in un giorno freschino: tutto chiuso a 360°.

E’ come se la città fosse una grande Caserma dove suona il contrappello, le vetrine dei negozi si abbrunano, le saracinesche chiudono, le mamme invecchiano...

Comprendo che occorra il decoro, che non siamo a Roma dove si mangia a tutte le ore del giorno e della notte, non solo in senso figurato, ma si può sperare anche per Verona centro una vita scandita da orari meno boreali?

Fanno eccezione solo i giorni dell'opera e dei grandi concerti.

Abbiamo detto Reykjavik?

No, forse rende meglio riferirsi ad Anchorage, la capitale dell'Alaska...

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