<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028</id><updated>2011-07-30T21:05:29.073-07:00</updated><title type='text'>Il blog del reporter virtuale Angelo Jasmeno</title><subtitle type='html'>"Jasmeno? Giusto lei cercavo!"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>34</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-7038502550863244009</id><published>2011-03-25T12:26:00.000-07:00</published><updated>2011-03-25T16:19:07.051-07:00</updated><title type='text'>AAA CERCASI ALTERNATIVA - IL CREPUSCOLO DELLA OPPOSIZIONE A VERONA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Come la dichiarazione dei redditi e la morte, il prossimo anno arriveranno puntuali le elezioni comunali e con loro il rosario di richieste di consenso, gadget personalizzati, dibattiti su argomenti già rimasticati su tutti i network nazionali. L’opposizione a Verona, ed uso un caritatevole eufemismo, combatte con il dubbio di non avere i mezzi, le motivazioni, le persone che possano espugnare l’Alcazar dei Califfi che governano la nostra città. Il rischio è dedicarsi a raccogliere l’unico frutto spontaneo che è concesso ai perdenti: il voto di preferenza per un posto da consigliere. Uno scranno, uno scampolo di legittimazione sociale, un posto gratis allo stadio la Domenica. Tutto ciò potrebbe essere nobile se venisse perseguito in nome di una visione, di un ideale (usiamolo pure questo sostantivo), di un anelito di cambiamento, anche a lungo termine. Altrimenti è una picaresca corsa dei sacchi, dove, nel saltellare verso il traguardo, ci si preoccupa di far inciampare il vicino e magari di violare le regole del gioco in ogni modo, pur di arrivare primi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Da elettore del centrosinistra ho chiesto più volte spiegazioni sulle attività del gruppo consiliare che ho votato, ma non ho mai capito cosa pensino veramente dell’inceneritore di Ca’ del Bue, della Fondazione Arena e di quella della Cassa di Risparmio, della drammatica crisi economica che colpisce indiscriminatamente il territorio. Persino durante i festeggiamenti dell’Unità d’Italia mi è parso che l’entusiasmo si intiepidisse. La marginalità, la penombra, sembrerebbe divenire una condizione esistenziale, e, dal momento che non governare niente deprime, allora c’è il rischio di diventare disponibili a tutto, magari anche alle alleanze innovative in provincia con coloro che non disdegnerebbero di cannoneggiare i barconi degli immigrati. A pensarci bene, però, c’è un limite a tutto, il riformismo non è un fine (governare, occupare spazi, regalarsi visibilità), ma un mezzo che traghetta verso un reale cambiamento, nelle condizioni date e possibili. Se il perimetro di questo cambiamento non è chiaro, allora la politica è solo un feroce gioco di società, un comitato elettorale permanente, che mette in palio posti di sottogoverno e accrediti per successivi favori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abitando nella città del sindaco più amato d’Italia dovrei essere felicissimo, eppure non lo sono affatto. La politica sull’integrazione, l’ambiente, lo sviluppo economico, l’offerta culturale a cui vengo esposto mi avviliscono. Il punto è che sono un numero zero, un “zero tituli”, come direbbe il vate di Setubal, José Mourihno. Sono parte di quella schiera di professionisti anonimi che tengono in piedi l’Italia sfregiata dai bunga bunga e avrebbero qualcosa da dire e da rivendicare, ma non hanno un luogo dove esprimersi, perché non vanno in televisione, non sono giornalisti di grido, boiardi telegenici, ordinari presso qualche Università, politici di professione. Non mi sento rappresentato da questa gente, non ho modo di condividere il mio dissenso, però posso intonare quello che Rino Gaetano cantava nella sua celebre “Nuntereggae Più”. Mi immaginerei un discorso così: ”Amici e compagni, come si usava dire una volta, con la vostra acquiescenza verso un modello di sviluppo che sta distruggendo il pianeta, io non ho niente a che vedere, con il vostro desiderio di autoaffermazione basato sul nulla, io non ho niente a che vedere, con il vostro abbandono di qualsivoglia sogno di un mondo migliore, con la vostra ‘gestione dell’esistente’ o ‘liberismo temperato’, io non ho niente a che vedere. Per dirla in poche parole la delega che vi ho sempre concesso, magari turandomi il naso, ve la ritiro a tempo indeterminato e come a voi anche a coloro che vi sostengono acriticamente, come ultras avvinazzati di una squadra di calcio in zona retrocessione, essi sono corresponsabili di questo deserto almeno quanto lo siete voi.” E poi mi sveglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è che occorre offrire un’alternativa, se non nell’immediato, di prospettiva. Inutile intonare la cantilena di “un altro mondo è possibile”, ma dopo, nei fatti, non fornire in allegato il manuale su come lo sia veramente. Per molti anni, almeno venti, abbiamo vissuto in un clima da “fine della storia”, dove il crollo dell’impero Sovietico avrebbe dovuto consentire, con la liberalizzazione dei mercati, una nuova prospettiva di crescita e prosperità per tutti. Nella realtà abbiamo la guerra alle porte di casa, siamo minacciati da ogni genere di inquinamento ed immersi nella più grande crisi finanziaria (e di sistema) della storia. Possiamo costruire ospedali sempre più grandi e specializzati, ma non sarebbe meglio creare le condizioni per ridurre il numero delle malattie? Se non riportiamo la persona umana al centro dell’attenzione, e con essa l’ecosistema di cui è parte, siamo destinati a soccombere. Le risorse del pianeta che ci consentono di vivere non sono infinite e la pletora di opinionisti al servizio degli ultraricchi non ha nessun interesse a raccontarci la verità, ovvero che la guerra per le risorse primarie (acqua, gas, petrolio, uranio, cereali…) è destinata ad inasprirsi ed a travolgerci. Ciò che è peggio, è passata l’idea che ciascuno possa comperarsi il futuro da solo, che il rapporto con gli altri si traduca in un sistema sempiterno di transazioni e di scambi. Io ti do e tu mi dai. Valter Veltroni afferma al Lingotto di Torino “non siamo contro la ricchezza, ma contro la povertà”, è del tutto evidente però che nel mondo reale i due fenomeni agiscono in modo proporzionale, all’aumentare della ricchezza di pochi, tracima la povertà di molti. Occorre invece recuperare il concetto di Comunità, dove le insufficienze dell’uno trovano equilibrio nella disponibilità dell’altro e l’idea di una dimensione metafisica, per me è Dio, per altri un’entità o un ideale trascendente, che diano un senso alla nostra vita anche oltre il tempo a nostra disposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tradurre tutto questo in un percorso cittadino? Intanto partendo da un assunto: ciò che mettiamo in campo non lo facciamo per noi stessi, ma per i nostri figli e i nostri nipoti, giacché ciò che seminiamo oggi noi potrebbe essere raccolto domani da altri e se non è gratuito rischia anche di divenire sterile. La dimensione comunitaria trova applicazione nel mutuo soccorso, nell’apertura consapevole alle altre culture, nella pulizia dei luoghi (aria ed acqua incluse), in una sana prospettiva di sviluppo senza rapina altrui, nella ricerca della felicità e della realizzazione di ciascuno. La natura ci ha insegnato che ogni cosa contiene il tutto (basti pensare che ogni cellula trattiene l’intero nostro DNA) perciò non servono uomini della provvidenza o ricette buone per tutte le latitudini. Occorre una visione strategica e dei piccoli gnomi che la perseguano nelle condizioni date. Per restare nel campo della genetica, dei retrovirus che contaminino i piccoli processi quotidiani che perturbano il nostro intorno. La nostra strada, la nostra società sportiva, il nostro ricovero per anziani, la nostra posta, la nostra banca, la nostra chiesa, la nostra scuola. Dobbiamo tornare ad occuparli, tornare a governarne gli eventi, se non con la gestione diretta, con la pressione costante ed il convincimento, ove possibile e la dialettica, ove necessario. Ogni processo è composto da tanti piccoli item, passaggi, se ogni singolo passaggio viene arricchito di qualità l’intero processo ne guadagna in modo esponenziale. Se in un determinato perimetro non operano singolarmente tanti volenterosi, ma si esibisce un’orchestra, allora tutto può cambiare. Vi rammento un dialogo del bel film di Mihaileanu “Il Concerto”, dove questo anelito di coralità è espresso a meraviglia: «L'orchestra è un mondo. Ognuno contribuisce con il proprio strumento, con il proprio talento. Per il tempo di un concerto siamo tutti uniti, e suoniamo insieme, nella speranza di arrivare ad un suono magico: l'armonia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono così ingenuo da credere che avviare un processo di cambiamento in una città chiusa a chiave come la nostra sia un processo facile. Verona è una città senza opposizione sistemica, non si confrontano due o più mondi, ma alcuni interessi forti e una riserva indiana. I partiti di conio recente non hanno prodotto una nuova prospettiva, ma una confezione più moderna e colorata, al centro come a sinistra, di vecchi prodotti politici e capitani di lunghissimo corso. Se, però, coloro che fanno funzionare la città, dalla maestra al manager, dal dirigente pubblico al medico di medicina generale chiedono un cambiamento, a loro non ci si può sottrarre, perché di loro non si può fare a meno. Il punto sta nel far comprendere l’urgenza delle riforme e la loro convenienza nel medio periodo. Questo è il lavoro più difficile, poiché ogni mezzo che può generare opinione è in mano imperiale e le esperienze virtuose di giornalismo partecipativo non sono connesse tra loro, vengono snobbate da partiti e istituzioni in quanto non scalabili e vivono con mezzi di sussistenza ed autofinanziamento. Chi rappresenta ufficialmente la Chiesa non pare interessato ad interrogarsi sul domani, anzi, preferisce mettere attorno al proprio tavolo tutti gli artefici dell’oggi. Un oggi che molti credenti vivono con sofferenza, disillusione e senso di solitudine. In fondo, in questo quadro, tutti i protagonisti non hanno interesse a un cambio di orizzonte, ed anche per chi si trova in una posizione subalterna è meglio un uovo oggi che una gallina domani. L’assenza di ambizione e concorrenza, però, non può che generare stagnazione e arretratezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, concretizzando? Cari amici, cari lettori, molti di voi occupano ruoli strategici a livello cittadino di quartiere e oltre, abbiamo sempre concesso deleghe in bianco a chi ci sembrava meno peggio, o perché portava i colori della nostra squadra del cuore. Bene: non facciamolo più! Consorziamoci e formiamo un bel forum di idee, competenze, ma anche un bel pacchetto di voti. Una lobby, no problem, chiamiamola pure così: la “lobby dei gigli del campo”. Creiamo un’agenda, un bel protocollo, un capitolato d’appalto e vediamo chi è in grado di portare a casa la commessa di una Verona pulita, aperta, consapevole e comunitaria (o è il più adatto a incarnarne lo spirito), senza preclusioni di destra, centro, sinistra. Da questi interlocutori sono esclusi i razzisti, gli inquisiti e coloro che si richiamano, direttamente o indirettamente a regimi totalitari, rossi, neri o rossoneri. Discutiamone con tutti, comprese le altre associazioni, tentiamo di inserire nel dibattito che sta per iniziare tematiche, argomenti e chiavi di lettura altrimenti confinati a circoli minoritari. E se non troviamo interlocutori per la nostra agenda, ma proprio in ultima analisi, ci toccherà giocare la leadership in prima persona, perché è inutile lamentarsi di continuo per poi rifugiarsi nel “tengo famiglia”. A scanso di equivoci non parlo per me, sono fin troppo in gioco, io amo fare l'editore e sono contrario al conflitto di interessi. Non più deleghe in bianco, ma nel mondo delle transazioni, un accordo di programma con chi, per storia, professionalità, credibilità e cultura sia in grado di rappresentare i nostri bisogni ed interessi, per dirla alla Badoglio “di qualsiasi provenienza”. Diamo spazio alle persone, perché gli attuali contenitori non sono buoni nemmeno per la raccolta differenziata. AAA Cercasi persone volenterose per un progetto virtuoso di medio termine. Astenersi perditempo, grazie… &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-7038502550863244009?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/7038502550863244009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2011/03/aaa-cercasi-alternativa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/7038502550863244009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/7038502550863244009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2011/03/aaa-cercasi-alternativa.html' title='AAA CERCASI ALTERNATIVA - IL CREPUSCOLO DELLA OPPOSIZIONE A VERONA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-5659562595287310708</id><published>2010-10-17T14:02:00.000-07:00</published><updated>2010-10-17T14:09:10.551-07:00</updated><title type='text'>Contro il ma-anchismo senza orizzonti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande'; font-size: medium; "&gt;Dopo tanto tempo torno a scrivervi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;L'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Avidit%C3%A0" title="Avidità" class="mw-redirect" style="text-decoration: none; background-image: none; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;avidità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, non trovo una parola migliore, è valida, l'avidità è giusta, l'avidità funziona, l'avidità chiarifica, penetra e cattura l'essenza dello spirito evolutivo. L'avidità in tutte le sue forme: l'avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha impostato lo slancio in avanti di tutta l'umanità." E' il fantastico monologo di Michael Douglas, "Gordon Gekko", l'affarista spietato, in Wall Street il film di Oliver Stone, che poneva l'accento a metà degli anni ottanta sulla totale disumanità del modello economico turbo-liberista. Lo dico con pena agli amici che vorrebbero mettere nella stessa scatola affari e solidarietà, giustizia e arricchimento privato. Lo diceva un ragazzo ebreo tanti e tanti anni fa, non si può servire a due padroni, e, ho il sospetto, amici miei confusi, che voi non riuscirete a fare meglio di lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-5659562595287310708?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/5659562595287310708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/10/contro-il-ma-anchismo-senza-orizzonti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/5659562595287310708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/5659562595287310708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/10/contro-il-ma-anchismo-senza-orizzonti.html' title='Contro il ma-anchismo senza orizzonti'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8190807784200729310</id><published>2010-04-27T04:08:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T04:10:15.208-07:00</updated><title type='text'>CASSANDRA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I prefer to do other things rather than sitting here waiting for the flood. Since the flood, in this terrible drought of values and perspectives, certainly will arrive.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io preferisco fare altre cose piuttosto che stare qui in attesa del diluvio. Poiché il diluvio, in questa terribile siccità di valori e prospettive, sicuramente arriverà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8190807784200729310?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8190807784200729310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/04/cassandra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8190807784200729310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8190807784200729310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/04/cassandra.html' title='CASSANDRA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8122441522147780288</id><published>2010-04-14T01:06:00.000-07:00</published><updated>2010-04-14T01:21:59.370-07:00</updated><title type='text'>LA FORZA DEL RISENTIMENTO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di fronte ad un successo, professionale o privato, alcuni restano sorpresi dall'onda di risentimento che esso produce. Io sinceramente no. Il risentimento muove il mondo come e più dell'amore, ci sono persone che si sentono escluse e ti colpevolizzano per questo. A volte le hai escluse per errore, a volte perchè del tutto incapaci di condividere un progetto, a volte perchè semplicemente prepotenti e prevaricanti, a volte magari non le conosci, ma esse focalizzano su di te il loro disagio. L'inclusione non sempre è possibile, vi sono persone che riescono solo a depredare e distruggere e questo loro approccio affonda in profonde radici ancestrali e irrazionali. Sicuramente, qualcuno, da qualche parte, ha fatto del male e quel male, come il fulmine, si concentra e colpisce chi si scopre e rende disponibile un piccolo spazio vitale. Mettersi a disposizione significa anche diventare un parafulmine. Non c'è modo di evitarlo. Ridurre il risentimento significa anche ridurre il male, anche se non sempre è possibile. Trovare una chiave di lettura, un dialogo, anche con chi ti odia è un modo efficace di migliorare il mondo, questo forse stava a significare "ama il tuo nemico". Non si  trattava di servilismo, si trattava di equilibrio e armonia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8122441522147780288?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8122441522147780288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/04/la-forza-del-risentimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8122441522147780288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8122441522147780288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/04/la-forza-del-risentimento.html' title='LA FORZA DEL RISENTIMENTO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-9179039928251768040</id><published>2010-03-22T15:08:00.000-07:00</published><updated>2010-03-22T15:16:06.260-07:00</updated><title type='text'>BALOTELLI MILANISTA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi mancava questa. Balotelli a striscia la notizia indossa la maglia del Milan. La corazzata del capo strumentalizza un ragazzino e destabilizza l'avversario. Il potere del manganello mediatico si abbatte sul sartiame interista. Una volta si usava l'olio di ricino, adesso si manda il tapiro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-9179039928251768040?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/9179039928251768040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/balotelli-milanista.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/9179039928251768040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/9179039928251768040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/balotelli-milanista.html' title='BALOTELLI MILANISTA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8732181368722242136</id><published>2010-03-21T10:16:00.000-07:00</published><updated>2010-03-21T10:18:52.483-07:00</updated><title type='text'>E MO...BASTA</title><content type='html'>&lt;div&gt;Dopo un fine settimana a Roma, dove, tra l'altro, ho incrociato il corteo del popolo della (e il resto non mi riesce di pronunciarlo).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola, bandiera bianca...&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8732181368722242136?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8732181368722242136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/e-mobasta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8732181368722242136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8732181368722242136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/e-mobasta.html' title='E MO...BASTA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-4734812325693334599</id><published>2010-03-18T14:28:00.001-07:00</published><updated>2010-03-18T14:32:25.772-07:00</updated><title type='text'>IL MIO EDITORE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domani il mio editore va a Roma per parlare di me. Talvolta mi viene voglia di fermarlo, tirarlo per la giacchetta: "Ma chi te lo fa fare?" So bene che è difficile dentro le mura, ma fuori, poi... Il rischio di parlare ad un uditorio di sedie vuote è rilevante. Il fatto è che lui ha coraggio, oltre l'evidenza, talvolta oltre il dolore. Non so dire se sia stupido, ostinato o semplicemente illuso. Speriamo che almeno il tempo sia mite, e la cena, decente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-4734812325693334599?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/4734812325693334599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/il-mio-editore.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/4734812325693334599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/4734812325693334599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/il-mio-editore.html' title='IL MIO EDITORE'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-923747982049195625</id><published>2010-03-16T07:26:00.000-07:00</published><updated>2010-03-16T07:46:29.589-07:00</updated><title type='text'>IL MURO DEL RINNEGATO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tengo un blog perchè non riesco a esimermi da un'opinione, o dal comunicare. Bel dono mi hanno fatto. Mi hanno regalato il pennello, ma si sono dimenticati la tela, perciò scrivo su questo freddo muro di pietra. Il punto è che, spesso e volentieri, mi parlo addosso perchè non ho interlocutori, non ho un destino preconfezionato, nè santi in Paradiso. Gli argomenti che mi interessano sono spesso border line, io stesso sono border line. Non parteggio, più, non mi schiero. Sono un rinnegato, come diceva Edoardo Bennato, non mi riconosco più in nessuna bandiera, perchè se ne osservo bene una trovo subito una buona ragione per evitare di avvolgermici. Vorrei chiedervi, amici che capitate qui per caso, o ci venite a cercare una voce familiare, ma a voi che cosa interessa? Di che vogliamo parlare? Chi è che vi detta l'agenda? Mi è sempre più difficile capirvi e, di conseguenza, mi è sempre più difficile scrivervi. Il muro tace, non ha nulla da dire ed io sono stanco.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-923747982049195625?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/923747982049195625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/il-muro-del-rinnegato.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/923747982049195625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/923747982049195625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/il-muro-del-rinnegato.html' title='IL MURO DEL RINNEGATO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-6122451320471869519</id><published>2010-03-05T07:55:00.000-08:00</published><updated>2010-03-05T07:58:32.576-08:00</updated><title type='text'>LA FINE DELLA STORIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La propaganda dei signori della Terra ci aveva quasi convinto che con i soldi si potesse acquistare qualsiasi gratificazione, con l'efficienza risolvere qualsivoglia problema, con la medicina, prima o poi, guarire ogni malattia. Invece, rispettosamente parlando, col cacchio! Ci avevano ingannato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-6122451320471869519?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/6122451320471869519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/la-fine-della-storia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/6122451320471869519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/6122451320471869519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/la-fine-della-storia.html' title='LA FINE DELLA STORIA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-3634916958261353</id><published>2010-03-04T11:32:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T11:39:45.715-08:00</updated><title type='text'>LA FARSA DELLE LISTE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se un partito che esprime buona parte della classe dirigente di una regione  non è in grado di raccogliere tremilacinquecento firme valide per il listino del governatore, vuol dire che la politica è giunta al capolinea. E c'è poco da rallegrarsi che sia successo agli "altri", malgrado i loro strafalcioni, al nord, continueranno a vincere loro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-3634916958261353?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/3634916958261353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/la-farsa-delle-liste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3634916958261353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3634916958261353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/la-farsa-delle-liste.html' title='LA FARSA DELLE LISTE'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-3502837518000535537</id><published>2010-03-03T01:26:00.001-08:00</published><updated>2010-03-03T01:46:52.816-08:00</updated><title type='text'>EFFICIENZA ED ARMONIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Talvolta siamo assillati dall'efficienza dei prodotti e dei processi nei quali siamo coinvolti. A questo fine, se ogni spillo non sta al posto suo, siamo disposti a rimbrottare le persone e creare tensioni. La prima considerazione  è che il nostro ordine non è l'ordine altrui, e di conseguenza ciò che appare giusto per noi può non esserlo per un altro. La seconda è che se un dettaglio mette in crisi una relazione il danno è incommensurabile, nel tempo, rispetto a quello che produce uno spillo fuori posto.  Anche nelle associazioni di volontariato c'è l'assillo dell'efficienza, mentre la rete relazionale e il suo buono stato di salute spesso viene considerata un vezzo da "padri spirituali". Sarebbe un dovere di tutti, a partire da coloro che reggono le maggiori responsabilità, avere cura dell'integrità della ragnatela dei rapporti interpersonali, allentando le tensioni, favorendo il dialogo. Se le persone lavorano "in letizia" sopportano di più e meglio le fatiche e le immancabili sconfitte, sono disposte a dare il centodieci percento. I buoni rapporti umani, oserei dire l'amicizia, creano gratificazione, rispetto, e una maggiore efficienza dei processi nei tempi medi. L'armonia dei rapporti è un investimento importante, costa fatica, ma è la condizione necessaria per un'esistenza gradevole.  Una telefonata in più, un  sorriso, valgono più di mille calcoli. Questo perchè se un'opera di volontariato non favorisce il dialogo e l'intrescambio di esperienze, specialmente tra le persone che lo praticano, rischia di essere sterile in partenza. Efficentissima, ma poco lungimirante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-3502837518000535537?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/3502837518000535537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/efficienza-ed-armonia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3502837518000535537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3502837518000535537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/efficienza-ed-armonia.html' title='EFFICIENZA ED ARMONIA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-1143574611482800638</id><published>2010-03-01T12:36:00.000-08:00</published><updated>2010-03-01T12:40:47.357-08:00</updated><title type='text'>IL PARCHEGGIO DI GERUSALEMME</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non so perchè molti dei miei amici arrivano fino a Gerusalemme e si accontentano di bivaccare nel parcheggio dei Pullman. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-1143574611482800638?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/1143574611482800638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/il-parcheggio-di-gerusalemme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1143574611482800638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1143574611482800638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/03/il-parcheggio-di-gerusalemme.html' title='IL PARCHEGGIO DI GERUSALEMME'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8515930325292196053</id><published>2010-02-12T05:04:00.000-08:00</published><updated>2010-02-12T05:32:50.453-08:00</updated><title type='text'>RIUNIONIFICIO ITALIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Girando e rigirando per tirare a campare, mi imbatto spesso in situazioni kafkiane dove, a fronte di un problema reale la risposta diventa sempre virtuale: la riunione. La "call conference" (per i più fighi la "video conference"), il "vertice", l'incontro, diventano il fine e non il mezzo attraverso il quale pianificare una soluzione. Così i lavoratori dell'Alcoa attendono l'incontro, e poi dovrebbero essere lieti se alla fine dell'incontro, "terminato positivamente", si è semplicemente pianificato un altro incontro. Da mesi mi chiedo a quale scopo vengano indette queste riunioni fiume, dove il semplice buon senso suggerirebbe partecipassero la metà della metà delle persone. Mi sono regalato alcune risposte. 1) A segnare il territorio. Dirigenti, sottocapi, aspiranti, con la loro presenza e l'eventuale battuta al momento più o meno opportuno, dimostrano la propria effettiva esistenza in vita. 2) Il buffet. Non sottovalutiamo il momento dell'aperitivo, di solito raffazzonato con panini rubati alla mensa dell'asilo più vicino e bevande frizzanti da immediata visita gastroenterologica. 3) Non lavorare. Ecco questa temo sia la vera essenza. Far lavorare qualcun altro, magari pianificando soluzioni impossibili da far eseguire a frustate ad interinali, ultimi della fila e perdenti, ai quali è destinato l'amaro calice del realizzare cose funzionanti. Non so per quale miracolo delle persone trattate così male, in minoranza assoluta, anche numerica, riescano ancora a tenere in piedi la baracca, probabilmente per la consapevolezza che al peggio non vi è rimedio. In questi contesti non è il prodotto a tenere banco, ma i pesi e contrappesi relazionali che gli stanno sopra. Una specie di subprime generalizzato, l'illusione di realizzazioni che sopravvivono solo nella mente dei convitati. Shhhhh Scusatemi, devo scappare. Sono anche io in riunione!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8515930325292196053?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8515930325292196053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/riunionificio-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8515930325292196053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8515930325292196053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/riunionificio-italia.html' title='RIUNIONIFICIO ITALIA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-4568588312854015312</id><published>2010-02-08T01:24:00.000-08:00</published><updated>2010-02-08T05:51:12.798-08:00</updated><title type='text'>L'INGANNO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel romanzo più recente dove appare il mio personaggio, "Piazza Vescovado", ci sono una trentina di pagine dedicate alla religione. Non tantissime, a dire il vero, ma abbastanza per risultare indigeste. Il linguaggio utilizzato e l'accesso alle tematiche sono stati volutamente semplificati, nonostante questo per i lettori "laicisti", o meglio non più avvezzi alle cose di Dio, rappresentano una appendice quasi inutile, un supplemento buonista, della storia. "La parte giornalistica, ambientata a Verona, molto bella, la parte in Terra Santa, a cosa serve?" Questa domanda è sorprendente, anche se i lettori hanno pieno diritto di critica, ma dal punto di vista dello scrittore quelle ambientate in Israele sono le pagine più belle. In particolare le battute scambiate dai protagonisti sul Monte delle Beatitudini rappresentano per lui il momento più alto della narrazione. Questo fa riflettere su quanto la dimensione religiosa sia ormai relegata in un angolo del nostro quotidiano, stretta tra integralisti che usano la religione come uno scudo e atei razionalisti che la ritengono una favola per far addormentare i bambini. Il Cristo Laico di "Piazza Vescovado" non ha grande cittadinanza in questo mondo di Guelfi e Ghibellini, il suo messaggio di liberazione, fuori dagli schieramenti, appare lontano dal contesto. Per questo certi lettori, immagino, ne rimangano sconcertati, e si fermano alla base della montagna. Nel tempo, probabilmente, si sono convinti che di certe parole non hanno più bisogno, che le hanno già capite. Io, serenamente, pacatamente, per dirla alla Walter, credo di no, se le avessimo capite, il mondo sarebbe diverso, se non altro migliore. Chi nel tempio ce le ha raccontate spesso ne ha travisato il significato, in buona fede o no. Sulla religione si è fabbricato un gigantesco inganno, o perlomeno un equivoco. Il falegname non parlava dell'altro mondo, parlava di questo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-4568588312854015312?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/4568588312854015312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/linganno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/4568588312854015312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/4568588312854015312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/linganno.html' title='L&apos;INGANNO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-3533639642889696214</id><published>2010-02-06T01:11:00.000-08:00</published><updated>2010-02-06T01:52:53.336-08:00</updated><title type='text'>QUANDO CHIUDE LA SPERANZA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Verona chiude anche la Glaxo. Dopo la Mondadori (che ha ceduto le attività di core business a Verona e perduto più di duemila addetti in venti anni), il Tiberghien, e tante piccole e medie aziende che hanno delocalizzato le attività oltre confine.  Le opportunità di lavoro  sono sempre di meno. Dopo il tramonto della city del Nord Est, immaginata dalla precedente giunta Zanotto, dopo il declino dell'epopea dei capannoni, non si capisce bene su quale modello di sviluppo si dovrebbe incardinare il futuro del territorio. Ma questo dramma non è al centro dell'attenzione del dibattito politico, per il semplice motivo che un dibattito politico, da queste parti, non esiste. Qualche mese fa ho assistito personalmente (da passante) alla protesta, disperata, di decine di lavoratori delle cooperative che operavano presso le Officine Grafiche davanti ai cancelli della fabbrica. Già umiliati da diritti dimezzati, da mesi non ricevevano lo stipendio. Una cosa del genere solo quindici anni fa non sarebbe mai potuta accadere, per il semplice motivo che il lavoro interinale non esisteva e i sindacati difendevano con i denti posti di lavoro con la P maiuscola. Non assistevano in silenzio alla costruzione di grate tra la parte garantita del reparto e quella degli esterni (non parlo metaforicamente), in stile Johannesburg anni '70. Le attività erano tutte internalizzate e i lavoratori sotto lo stesso tetto possedevano gli stessi diritti (e gli stessi salari, più o meno) a parità di mansione. Oggi esiste una sorta di schiavitù della gleba legalizzata, in nome del cosiddetto liberismo economico, un disastro in termini di redistribuzione della ricchezza e riconoscimento di diritti fondamentali. I politici poi, salvo qualche lodevole eccezione, talvolta di centrodestra, si tengono alla larga perché sanno bene che da una vertenza senza speranza c'è molto da perdere e pochissimo da guadagnare, in termini di immagine. Dov'è l'opposizione? Dove sono i cattolici progressisti? Dove sono i sindacati, specialmente quelli che ci hanno spiegato per anni che la flessibilità era la nuova pietra filosofale? In ultima analisi, dove siamo finiti, noi?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-3533639642889696214?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/3533639642889696214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/quando-chiude-la-speranza.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3533639642889696214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3533639642889696214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/quando-chiude-la-speranza.html' title='QUANDO CHIUDE LA SPERANZA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8734730437992913744</id><published>2010-02-04T07:58:00.000-08:00</published><updated>2010-02-04T08:38:04.211-08:00</updated><title type='text'>GLI IPERGARANTITI, MA DE CHE?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quanto pare qualcuno non ha la minima idea di ciò che oggi sia diventato il mercato del lavoro. Sicuramente in Italia esistono sacche di lavoratori che possono guardarsi le punte delle scarpe, ma quasi sempre ciò avviene dove vi sono dei Dirigenti finiti lì per caso, per sfortuna (nostra), o per una lotteria della Befana con un numero solo. In realtà le garanzie dei lavoratori sono un po' come le isole Samoa, ogni giorno l'oceano della globalizzazione se ne porta via qualche metro. Quando ero ragazzo, ed imperavano Craxi e Andreotti, l'economia aveva cominciato a tirare veramente, e il mercato del lavoro era regolamentato. C'erano i contratti di formazione, c'era il contratto a tempo indeterminato. Un periodo di accesso, poi il patto di reciproca fiducia verso un'azienda ed il suo imprenditore. Funzionava meglio, c'era più qualità, c'era fidelizzazione. Oggi sei un punto su un grafico, determinato o indeterminato, tra sei mesi non sai dove sarai o se la targa davanti al tuo posto di lavoro passerà da "tecnologie avanzate" a "pizzeria d'asporto". Parlare di articolo diciotto (licenziamento per giusta causa), senza affrontare il modello industriale delle nostre aziende medio grandi (dove ha ancora qualche senso cianciare di diritti) è come parlare del tempo sulla Luna. Tra cessioni di rami d'azienda, scatole cinesi, cessate attività, fallimenti, altro che dissertazioni... Loro, quelli che fustigano i fannulloni, si trastullano, all'ombra dei loro stipendi da deputato e da professore ordinario a vita, noi, gli indeterminati, nel vero senso della parola, abbiamo smesso di divertirci (e di crederci) già da un pezzo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8734730437992913744?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8734730437992913744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/gli-ipergarantiti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8734730437992913744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8734730437992913744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/gli-ipergarantiti.html' title='GLI IPERGARANTITI, MA DE CHE?'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-2380501149553294472</id><published>2010-02-01T14:15:00.000-08:00</published><updated>2010-02-03T02:12:23.415-08:00</updated><title type='text'>TRA LE NUVOLE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono tre argomenti che mi intrigano molto, in questo scorcio di vita. Sono l'uso o l'abuso del potere, l'uso e l'abuso del denaro, l'uso e l'abuso della comunicazione. In una parola gli strumenti, reali o virtuali che influenzano le relazioni tra gli uomini. In questi ultimi anni sono prevalse teorie economiche e sociologiche che hanno massacrato la stessa idea di persona, tramutandola in consumatore, o "homo consumer" come dice bene il filosofo Sigmund Bauman. Un recentissimo film ha molto colpito la mia immaginazione, si tratta di "Tra le nuvole", premio per la miglior sceneggiatura al "Golden Globe". E' una pellicola eccezionale, specialmente se si colgono dettagli, abitudini, abbigliamento, comportamenti che persone assuefatte a lavorare in certi ambienti sono costrette, volenti o nolenti, a subire solo per farsi accettare nel club. Si tratta della storia di un tagliatore di teste, interpretato magistralmente da George Clooney, talmente convinto che le relazioni rappresentino un peso da rendere la propria leggerezza un manifesto: "Cosa c’è dentro il nostro zaino? Ognuno di noi si porta sulle proprie spalle le sue relazioni. Colleghi, amici, parenti, innamorati. E le relazioni sono un peso!" Ad un certo punto si renderà conto della assurdità dei paradigmi della sua vita e della reale impossibilità di vivere appunto da solo "tra le nuvole". Io non riesco a immaginare la vita senza relazioni, senza proficui rapporti interpersonali, senza la possibilità di costruire qualcosa di "reale" in comune. D'altro canto mi rendo conto di essere minoritario, anzi a volte ridicolo e velleitario. Sono convinto però che la filosofia della "carta oro", del "cliente prioritario" sia talmente distruttiva da nuocere alle persone. Dovremmo ritornare sulla terra, fidarci, prima di tutto dei nostri amici e dei nostri sensi. Atterrare al più presto possibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-2380501149553294472?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/2380501149553294472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/tra-le-nuvole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/2380501149553294472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/2380501149553294472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/02/tra-le-nuvole.html' title='TRA LE NUVOLE'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-7354216339874287954</id><published>2010-01-30T01:07:00.000-08:00</published><updated>2010-01-30T01:56:10.598-08:00</updated><title type='text'>200.000 COPIE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlando con un giornalista, di quelli con la G maiuscola, mi sono sentito chiedere se avevo venduto più o meno di duecentomila copie del mio recente romanzo. Perchè se così fosse, avrei potuto fare notizia, altrimenti... Come se i due o tre che in Italia vendono tale numero di copie fossero arrivati lì per caso: "Ho venduto duecentomila copie, adesso parli di me?" Come se certe esperienze non fossero frutto di sapienti campagne di marketing virale, limature di ghost writer, oltre che della bravura dell'autore. Strabuzzando gli occhi gli ho risposto che se i miei romanzi vendessero duecentomila copie, non avrei avuto bisogno di pagargli l'aperitivo, ma sarebbe quasi sicuramente avvenuto il contrario. Anzi, a dire il vero, forse gli avrei mandato il mio agente (che tra parentesi non ho). Ci si può astrarre, per un attimo, dalle regole dello show business? A volte sì. Un gruppo musicale di un remoto paesino della Carnia, grazie ad una sorta di book crossing delle contrade, ha letto un paio dei miei romanzi ed è venuto a sapere che, come il frutto agganciato all'albero, ci sono delle canzoni che ne parlano. Non hanno chiesto a me di suonarle, mi hanno chiesto di cantarle loro! E il bello è che non ci siamo mai visti né conosciuti! Un segno di apertura e condivisione, ciò che dovrebbe avvenire sempre. Cercare, razzolare, rischiare, guardarsi intorno, ascoltare, giudicare senza preconcetti. Il contrario di ciò che accade  nella mia augusta città.  A Verona, culturalmente parlando, il pensatoio più interessante è la sessione fiati dell'Arena, intesa come ente lirico. I Tromboni! Altro che Società Letteraria, sono culturalmente più stimolanti. Critici politici e scassacassi vari, per citare i Pitura Freska,  vorrei suggerirvi una cosa: troppo facile invitare una persona quando ha già i riflettori puntati addosso. Vivete in un mondo autoreferenziale, di rapporti privilegiati, di relazioni annose, non avete occhi se non per voi stessi e i vostri sodali. In poche parole, non potete innovare nulla.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-7354216339874287954?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/7354216339874287954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/200000-copie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/7354216339874287954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/7354216339874287954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/200000-copie.html' title='200.000 COPIE'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-1388962243904472739</id><published>2010-01-27T02:27:00.000-08:00</published><updated>2010-01-27T02:30:09.973-08:00</updated><title type='text'>GIORNO DELLA MEMORIA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Oggi è il giorno della memoria e tutta la pubblicistica si occuperà dell’Olocausto, come è giusto. Io desidererei dedicare un pensiero ai milioni di morti della guerra di annientamento dei civili che fu l’ultimo conflitto mondiale. Bombardamenti a tappeto di città, mitragliamenti di strade urbane (qualcuno avrà sentito nominare il mitico Pippo, l’aereo alleato solitario che colpiva i civili sulle strade di Verona), bombe atomiche su città sguarnite. Ci hanno spiegato che era necessario, perché si doveva piegare il consenso della popolazione al regime, ma le bombe non distinguevano tra tiepidi ed entusiasti, neonati e repubblichini. Penso alle decine di milioni di morti dell’Unione Sovietica, certo un colosso dell’ideologia oltranzista, ma senza i quali noi non saremmo qui a scrivere. Agli eroi di Stalingrado che contesero centimetro per centimetro, morto per morto, la nostra libertà. Penso ai partigiani della divisione Osoppo, trucidati dai loro compagni d’arme a Porzus, in nome di un nazionalismo dipinto di rosso che non distingueva più tra amici e nemici. La storia è sempre scritta dai vincitori, che per nostra fortuna furono gli alleati, ma il prezzo della guerra, in fatto di vittime civili, è stato abominevole. Più del doppio dei militari, settanta milioni. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-1388962243904472739?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/1388962243904472739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/giorno-della-memoria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1388962243904472739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1388962243904472739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/giorno-della-memoria.html' title='GIORNO DELLA MEMORIA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8202961971716583577</id><published>2010-01-26T00:24:00.000-08:00</published><updated>2010-01-26T07:14:45.374-08:00</updated><title type='text'>SUL PONTE SVENTOLA...</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;Durante un’ascesa difficile credo che uno scalatore esperto possa decidere quando venga il momento di desistere. Se non lo fa non è uno scalatore esperto, ma solo un avventuriero. La storia dell’alpinismo è purtroppo densa di imprese finite male, talvolta per sfortuna, talvolta per imperizia, talvolta per mancata coscienza dei propri limiti. Personalmente constato che si sta facendo buio, il vento gelido percuote le nocche e non sono nemmeno a metà parete della mia esperienza editoriale. L’unica autentica possibilità di arrivare in cima senza rimanere assiderato è quella di trovare, presto, dei compagni di cordata. Gente esperta, potente, dotata di attrezzatura adeguata. La salita in solitaria ha un che di romantico e allo stesso tempo di affascinante e terribile, ma nell’Italia dove il figlio del fornaio fa il fornaio e quello dell’avvocato l’avvocato, i limiti strutturali alla mobilità sociale sono pressoché invalicabili. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Non è un problema di soldi,&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;non abbiamo debiti con nessuno, ma di proporzioni tra investimento di risorse private e psicologiche e target raggiungibile. E' una questione di scala, in queste dimensioni la mia fatica è un bellissimo spreco di tempo. Troppa fatica. Non è un deficit nella qualità del prodotto: le macchine ad idrogeno, ad esempio, esistono da tempo, ma non sono supportate da una rete distributiva e una volontà politica così forte da &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;avviare la conversione energetica. I feed-back su quello che scriviamo sono molto positivi, le idee che veicoliamo sono talvolta entusiasmanti, quanto terribilmente confinate. E non è questione di dare la colpa ad altri, semplicemente, non si può fare da soli. Più che un appello, è una constatazione. Senza un potere forte che paghi il biglietto per te, in Italia, non si può prendere l'ascensore. Il problema è ciò che ti si può chiedere in cambio.&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8202961971716583577?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8202961971716583577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/sul-ponte-sventola.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8202961971716583577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8202961971716583577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/sul-ponte-sventola.html' title='SUL PONTE SVENTOLA...'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-1340095078629468641</id><published>2010-01-24T01:18:00.001-08:00</published><updated>2010-01-24T02:16:14.323-08:00</updated><title type='text'>LE MURA DELLA CITTA'</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le mura della città sono le persone che sanno, capiscono e si volgono dall'altra parte. Quelli che un tempo portavano le bandiere ai cortei e adesso portano il SUV a fare il tagliando. Per intendersi, non c'è nulla di male a possedere un SUV, specialmente se si abita un maso a milletrecento metri di altezza, innevato per metà dell'anno. Il punto è che la cultura è un'inutile accessorio se è il cemento dell'immobilità. La rassegnazione verso lo status quo diventa un randello per coloro che provano ad aprire dei pertugi. Cari amici che hanno avuto la fortuna di possedere una cultura, se voi avete rinunciato al sogno, non impedite agli altri di sognare. Non sia la vostra rinuncia, la vostra ostilità ad ostacolare il passo. Perchè anche voi, che passate il tempo a squadernarci l'elenco delle vostre proprietà, avete covato un speranza, un tempo. Se non ci siete riusciti voi, non è detto che altri non possano riuscirci. Ma forse è proprio questo, il problema, rendersi conto che era possibile, e avere rinunciato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-1340095078629468641?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/1340095078629468641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/le-mura-della-citta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1340095078629468641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1340095078629468641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/le-mura-della-citta.html' title='LE MURA DELLA CITTA&apos;'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-235086869625151117</id><published>2010-01-22T01:46:00.000-08:00</published><updated>2010-01-22T05:31:53.180-08:00</updated><title type='text'>RIPENSARE IL MONDO...E DICI POCO!</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;La nostra vita quotidiana è immersa nelle preoccupazioni e, di fronte ad un imprevisto, ad una disgrazia, l’unica risorsa su cui possiamo fare affidamento di solito è il denaro. Questo avviene in genere, ma non sempre. Ci sono persone così fortunate da possedere degli amici, e reti di persone che nel poco o nel molto alimentano un circuito di solidarietà. Queste reti, siamo gruppi di famiglie, società sportive, associazioni di volontariato, appaiono come veri e propri Kibbutz dei tempi pionieristici. Circondati da un ambiente ostile, costretti &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;a negoziare ogni più piccola risorsa e a difendersi dalle mire dei profittatori, circondati da uno Stato assente. La domanda più frequente è: “Chi ve lo fa fare?” Nel migliore dei casi si è tacciati di interesse privato, perché in molti, purtroppo, non riescono a capire perché si mettono a disposizione tempo e risorse per pura gratuità. Ora la preoccupazione è di capire come queste isole di testimonianza possano diventare influenti, addirittura determinanti per i territori, reali o virtuali, che le circondano. Come sia possibile passare da un puro arroccamento a un travaso nella società reale, di idee, persone, regole nuove. Il segreto sta nel consorzio, nella rete. Occorre che in queste isole, in queste “enclavi”, presidino valori e regole base condivisi, altri da quelle della Grande Babilonia, lo stato Globale della finanza e della guerra in cui siamo immersi. E’ essenziale dare vita a bacini di utenza comuni (nel credito, nell’informazione, nelle risorse primarie), nel rispetto della biodiversità dell’ambiente che ci circonda e delle culture locali. Non si può fare a meno di un network informativo di alta qualità, che renda queste matrici di comunità reciprocamente informate, non solo sugli avvenimenti, ma anche su processi produttivi, i protocolli nella gestione del potere e nell’utilizzo delle risorse primarie a disposizione. I tentativi a livello locale e globale messi in atto fino ad oggi per generare un network virtuoso sono stati sostanzialmente ininfluenti sullo scorrere dei grandi processi di governo mondiale. Cosa manca? Forse un nuovo soggetto transnazionale, che risponda, a Roma come a Dar el Salam, ad un progetto di fratellanza globale. Occorre ripensare il mondo, a partire dal nostro, sapendo bene che ogni generazione, dentro a questa costruzione, può mettere solo un mattone.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-235086869625151117?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/235086869625151117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/ripensare-il-mondoe-dici-poco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/235086869625151117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/235086869625151117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/ripensare-il-mondoe-dici-poco.html' title='RIPENSARE IL MONDO...E DICI POCO!'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-8582237547808727846</id><published>2010-01-19T03:49:00.000-08:00</published><updated>2010-01-19T03:54:55.066-08:00</updated><title type='text'>VENDERE ARIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buona parte delle nostre grandi aziende sono ancora organizzate come nel dopoguerra: capi, capetti, sottocapi, nulla. Con la differenza che al vertice, al posto del vituperato “Padrone”, c’è un manager di corto respiro, espressione di un finanziatore o un consiglio di amministrazione. Governati da un miscuglio di interessi, a volte contrastanti, espressione di connessioni impersonali ed insondabili. Ora, ci sarebbe da chiedersi, a cosa serve un’azienda? Ad erogare un prodotto od un servizio, sarebbe la risposta classica. Una volta forse, ma oggi il prodotto (fatte salve le piccole imprese, spina dorsale della Nazione) rappresenta un corollario dell’attività, che consiste soprattutto in relazioni, “immagine”, finanza creativa. La merce si vende se hai entrature importanti, se ti presenti in linea con la tua Story Telling (leggenda elaborata dai creativi), se convinci i “gonzi” di turno che con la tua lozione a tutti cresceranno i capelli. L’incantesimo, in molti casi, produce la vendita, anziché i protocolli e le misure oggettive di qualità connesse al prodotto. Interessante chiedersi come, se il prodotto diventa secondario rispetto al “glamour” che si porta dietro, si selezionino i gruppi dirigenti.  Il lavoro “oggettivo” è portato a termine da persone sottopagate, magari appese a contratti a temine, senza alcuna possibilità di carriera legata alla qualità del lavoro prodotto. La fortuna, il salto di qualità la produce una relazione, l’incontro giusto, la manica giusta, la cordata giusta. Se ti interessa, ovviamente, perché tutto ciò ha un prezzo, la tua indipendenza. Non è sempre così, mi direte, non in ogni dove, ma lavorare in una azienda in crisi dove la guerra è sull’ampiezza delle scrivanie, sul numero dei gregari, sul nome dentro o fuori una casella, aiuta a comprendere. Si parla tanto di mercato; degli americani si può dire molte cose, ma lì effettivamente un caporale può diventare generale a cinque stelle per meriti sul campo. Nel nostro Paese siamo circondati da caporali che si comportano da generali e soldati semplici sfiancati dalla frustrazione e dall’assenza di futuro. Occorrerebbe un arbitro affidabile, un soggetto in grado di discernere il grano dal loglio. Sarebbe necessario promulgare nuove regole di selezione, in tutti i campi, nuovi protocolli di valutazione. Riforme, insomma,  grazie alle quali si possa ancora distinguere l’asciutto dal bagnato, il falso dal vero. Un ragazzino che proclami in mezzo ad una folla inconsapevole e festante che  sarebbe ora che il re si rivestisse.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-8582237547808727846?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/8582237547808727846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/vendere-aria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8582237547808727846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/8582237547808727846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/vendere-aria.html' title='VENDERE ARIA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-4936106331691513576</id><published>2010-01-17T14:09:00.000-08:00</published><updated>2010-01-17T14:56:50.602-08:00</updated><title type='text'>IL PRIMO COMANDAMENTO DELLA VERONESITA'</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"A mi cosa me ne vien" (tradotto, "Cosa me ne viene?") è uno dei cardini della convivenza civile a Verona. Non per tutti, certamente, ma questo adagio serpeggia con una certa intensità nelle relazioni umane locali. In molti leveranno gli scudi, di fronte a questo post, poichè Verona è anche la città del volontariato, degli ordini religiosi, dell'"amore". Tutto vero, ma basta che se ne stiano distanti, quelli da amare, perché, se bussano alle nostre porte, si cambia subito prospettiva. Io non parlo degli altri, parlo di me, di come sono cresciuto (poco) nella diffidenza verso l'altro. E' più facile, senza dubbio, allungare qualche euro ad una maratona televisiva benefica, o ad un tizio senza volto dall'altra parte del mondo anziché guardare diritto in viso uno che la tua cultura ti ha insegnato a scostare. Una persona con un'altra pigmentazione che si sente veronese quanto te (magari più di te), appeso ad una carta che ogni sei mesi gli sbarra la finestra sul futuro. Ma che vita è? Che senso ha passare il tempo a distanziare il vicino e stringersi alla nostra roba, quando basta un cambio di direzione nel vento della vita per farci perdere tutto? Non si può vivere dentro questo incubo del guadagno, questa droga del misurare quanto possiede il vicino, o vivere nel timore dell'altrui successo. Mi riferisco in questo caso al secondo comandamento "A ti cosa te ne vien" (tradotto, "A te cosa ne viene?") che blocca le relazioni, non guarda oltre il domani, congela ogni risorsa. Investire solo su se stessi non è lungimirante, con la iniqua fortuna è meglio comperarsi degli amici, non fabbricarsi dei nemici che sopravvivono dietro l'angolo. Non vorrei allarmare, ma mi paiono piuttosto incazzati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-4936106331691513576?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/4936106331691513576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/il-primo-comandamento-della-veronesita.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/4936106331691513576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/4936106331691513576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/il-primo-comandamento-della-veronesita.html' title='IL PRIMO COMANDAMENTO DELLA VERONESITA&apos;'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-95557410538111471</id><published>2010-01-15T10:23:00.000-08:00</published><updated>2010-01-17T14:58:37.057-08:00</updated><title type='text'>INCENERITORI ED ALTA FINANZA – IN COMUNE: LA SPAZZATURA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;osa lega l’Alta finanza alla logica che sta alle spalle degli inceneritori? L’immondizia, si potrebbe dire d’acchito, vista la consistenza di certi strumenti finanziari, tipo i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;subprime&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Proposti anche da alcune delle nostre banche “socialmente sensibili”, i famigerati “prodotti spazzatura”, hanno rovinato migliaia di famiglie. Ma non è solo questo, in fondo. C’è un filo rosso che lega i due fenomeni, la mancanza di considerazione per l’uomo, per le sue necessità, per la sua evoluzione. Insomma per fare i difficili, la totale assenza di umanesimo. Le persone sono “slide”, diapositive; trasformate in percentuali, in spread, grafici, commissioni, guadagni, tonnellate. Mai, dico mai, esseri umani. Non occorre un genio per comprendere che dalle ciminiere di un Terminatore non scaturirà aria della val Venosta (alta), e neanche che da certe aziende con radici nei paradisi fiscali, dotate di liquidità spaventose, ci potremo mai attendere riforme illuminate e battaglie per i diritti civili. I grandi della Terra hanno tenuto fior di Summit (costati un fracco di soldi) sul problema della crisi finanziaria globale, ma non una regola seria è stata cambiata, e quelle che ci sono fanno acqua da tutte le parti. Per questo vorrei regalare un consiglio non richiesto alle persone che si occupano del problema dei rifiuti a Verona. Una strategia comunicativa diversa, altri interlocutori. E’ chiaro che, in larga parte, le logica dei comitati “anti” è fondata sulle persone “toccate” dal problema. Gli “affumicati” nel raggio di un chilometro dal Mostro, o, nel caso del traforo delle Torricelle, gli espropriati, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;per non parlare della costruzione neorealista di Fondo Frugose a San Michele. Lì si saranno incazzati i deprivati di uno spazio verde dove si giocava a Cricket o si portava a spasso il cane. Per la par condicio, osserviamo un minuto di silenzio per commemorare la creatività di questa e della passata amministrazione…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;zzzzz&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;yahwn&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Ai cittadini non “prossimi” al problema ne cala gran poco, a parte le consueta area minoritaria di persone sensibili. Traspare la stessa sensazione osservando le centinaia di lavoratori su tetti e ciminiere d’Italia urlare la propria impotenza di fronte ad un licenziamento (o “cessione di ramo d’azienda” come si filosofeggia oggi). La sintesi del passante distratto è: “Qualche bell’imbusto vuole fare una porcata a cento metri da casa tua, o nella tua azienda e tu vieni fatto fesso. Capisco la tua indignazione, ma non sono affari miei.” Preferirei un’altra musica: “Dal momento che certe mostruosità vengono messe in atto per far costruire la ventunesima casa a qualche manager, che tra parentesi ne può abitare una per volta, diciamo che è lecito arricchirsi, è auspicabile intraprendere, è sacrosanto progettare ed innovare, ma che è proibito scappare con la cassa.” Insomma, non è giusto deprivare; l’aria, la verità, il futuro, i risparmi, le relazioni tra gli uomini. Si metta al centro la questione del senso del denaro, il colore e l’odore dei soldi. La scelta tra una economia di rapina (o rendita) che brucia risorse per arricchire pochi, o la sua alternativa, ovvero un mercato al servizio delle persone, cioè regolamentato e una produzione orientata al progresso dei molti. Si parli non agli amministratori ed ai manager (c’è ben poco da convincere), ma ai veronesi pensanti, si pigli pure per i fondelli il loro imbarazzante silenzio: “Voi vi tenete l’inquinamento, perché contate sul fatto che sulla ruota del prossimo Cancro non esca il vostro numero. Guardatevi intorno: quanti madri, padri conoscenti si sono ammalati nell’ultimo anno? Tanti? E della loro malattia, non vi siete ammalati anche voi? ‘Parlando de palanche’, quanto vi è costato in termini di giornate di lavoro, cure, sofferenza, solitudine? Non sapete valutarlo? Male, perché loro, quelli del Power Point, invece, lo sanno benissimo. E’ tutto scritto sulla diapositiva che non vi hanno mostrato.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-95557410538111471?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/95557410538111471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/inceneritori-ed-alta-finanza-in-comune.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/95557410538111471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/95557410538111471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/inceneritori-ed-alta-finanza-in-comune.html' title='INCENERITORI ED ALTA FINANZA – IN COMUNE: LA SPAZZATURA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-1443798781419118025</id><published>2010-01-13T01:08:00.000-08:00</published><updated>2010-01-13T08:45:43.427-08:00</updated><title type='text'>LA QUESTIONE DELLA LEGITTIMAZIONE SOCIALE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;L’autodifesa è un elemento necessario, per la nostra vita. E’ un istinto naturale che i maghi Merlino del marketing e della politica hanno presto imparato a manipolare. Infliggere paure fa scattare meccanismi inconsci di protezione, di ostilità, di allontanamento. Tanto più è reattiva, l’azione che ne deriva, quanto più è autorevole la fonte che l’ha determinata. Dunque se una fonte autorevole prevede un terremoto, è facile che si trascorrerà la notte all’addiaccio, se lo dice il vicino di casa probabilmente si farà spallucce. Magari ha ragione, il vicino, ma lui, dal punto di vista della nostra “programmazione” mentale, non è un’autorità in materia e non merita attenzione. Cosa determina l’autorevolezza della fonte? L’attendibilità, ovvero il puntuale verificarsi di ciò che è stato previsto nel mondo della realtà. Ma quando potremo verificare di persona ciò che è accaduto in una remota provincia dell’Afghanistan, o su un barcone di immigrati perduti in mezzo al mare? Ci dobbiamo fidare, e di chi ci fidiamo? Se non della voce più autorevole, della voce più ripetuta. La ridondanza è la nostra seconda chance, ovvero molte persone nello stesso momento apprendono la stessa informazione da una fonte dotata di invasività informativa e la fanno girare nelle reti sociali. Si tratta nei fatti di un virus relazionale, non a caso questa pratica in economia viene definita marketing virale. A forza di sentirsi ripetere la stessa notizia, essa diventa vera, importante, a prescindere dalla sua autenticità. La televisione è il mezzo dotato di massima ridondanza, nei fatti detta l’agenda di milioni di italiani. Quando una formula, meglio se di facile e rozza comprensione, riesce a diventare l’oggetto di discussione nelle famiglie, sull’autobus, nei posti di lavoro la notizia, falsa, diventa vera (ricordate le armi di distruzione di massa in Iraq? O i milioni di morti previsti per l’influenza suina?). Lo squadrone della morte informativa genera una chimera, un archetipo finto, da infilare nella testa della gente, per vendere un prodotto, per promuovere un candidato, per distogliere l'attenzione. Ripetere, ripetere, ripetere. Poco importa se la cosa non si realizza; si tratta di miraggi, operazioni a tempo, poi l’attenzione viene puntata verso un'altra invenzione, o semi-invenzione (realtà e fantasia sapientemente impastate per generare un mutante semifalso). Siamo arrivati al punto che sono i mezzi di comunicazione di massa a determinare la legittimazione di qualunque fenomeno culturale, sociale, politico. Per questo i padroni dell’informazione, oggi, sono anche i padroni del mondo, in forma transitiva. Per questo, in nome del nostro legittimo istinto di autodifesa, subiamo una quotidiana manipolazione. Ma siamo solo vittime, o la pigrizia, il conformismo, il quieto vivere ci impediscono di vedere oltre il nostro naso?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-1443798781419118025?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/1443798781419118025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/la-questione-della-legittimazione.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1443798781419118025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1443798781419118025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/la-questione-della-legittimazione.html' title='LA QUESTIONE DELLA LEGITTIMAZIONE SOCIALE'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-592148975277486124</id><published>2010-01-12T03:43:00.000-08:00</published><updated>2010-01-12T03:45:45.805-08:00</updated><title type='text'>IL PIU' AMATO DAI VERONESI</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Io non riesco ad amarlo, nemmeno sforzandomi. Lo rispetto, per carità, lo Sceriffo e devo ammettere che quando passeggio per le vie del centro ci sono meno questuanti del solito, e sugli autobus c’è meno caos che nel passato. Però, il assicurare il “decoro”, non è che rappresenti una dote particolare per un Sindaco, dovrebbe essere naturale. Se quegli altri non ci badavano, dico se, erano solo poco capaci. Il punto è che per governare una città mitteleuropea occorrerebbe una visione a medio termine, tanto più a chi fa semplicemente opposizione. Quello che non capiscono i padroni, mediatici ed economici, della città, è che una opposizione fiera ed efficace è necessaria, se si vuole pensare al futuro. Tenere in vita Brontosauri e T-Rex dal passato glorioso è un lavoro inutile e dispendioso. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Soffocare ogni vagito fuori ordinanza è operazione poco lungimirante. Sono preoccupato da un contesto cittadino tutto ragggomitolato su se stesso, senza prospettive di sviluppo economico, senza una idea di sé che non sia la rendita di posizione storico-culturale e i tesoretti accumulati nel passato da questa o quella famiglia. Culturalmente parlando, campiamo sulla Disneyland Areniana (opere e concerti), ma di nostro, pur con una media Università alle spalle, produciamo poco o niente. Lavoro ce n’è sempre di meno, le grandi realtà (vedi Mondadori, Officine Ferroviarie) chiudono o si ridimensionano. Cosa c’è da apprezzare? La faccia dura verso i neri? I Controlli a tappeto sui Kebab? Lo sgombero dei campi Rom? Per questo vi entusiasmate, cari concittadini? Vi accontentate di poco…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-592148975277486124?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/592148975277486124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/il-piu-amato-dai-veronesi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/592148975277486124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/592148975277486124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/il-piu-amato-dai-veronesi.html' title='IL PIU&apos; AMATO DAI VERONESI'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-5190242492149359320</id><published>2010-01-11T03:26:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T03:28:03.672-08:00</updated><title type='text'>LA FINESTRA CHIUSA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;In una delle palestre del mio quartiere (San Michele Extra) ha fatto irruzione qualcuno rompendo il vetro del bagno. Ferendosi pure, poiché sulle porte era rimasta una abbondante traccia di sangue. Di solito queste “bravate” le fanno i ragazzini, magari accompagnando il tutto con atti vandalici che rendono inagibili gli spazi per giorni e giorni. Invece i personaggi che hanno compiuto il gesto si sono limitati ad occupare i bagni, scolarsi una bottiglia e lasciare le cose come stavano (a parte i danni collaterali alla finestra e alla tazza del cesso sulla quale si sono appoggiati per scendere). Ora mi domando se per le nostre strade vaghino persone alla disperata ricerca di un rifugio per la notte, tanto disperati da ferirsi per scansare gli zero gradi e la pioggia (e tanto educati da non cercare di rubare qualcosa). Se così fosse c’è qualcosa di sbagliato, nel sistema, di molto sbagliato. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-5190242492149359320?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/5190242492149359320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/la-finestra-chiusa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/5190242492149359320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/5190242492149359320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/la-finestra-chiusa.html' title='LA FINESTRA CHIUSA'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-1664597716808816524</id><published>2010-01-09T06:49:00.000-08:00</published><updated>2010-01-09T07:35:15.864-08:00</updated><title type='text'>IL KIBBUTZ DELLE PAROLE PERDUTE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il mio Editore è una specie di matto, che ha disegnato un perimetro sulla polvere del deserto immaginando di fondarvi una Comunità Parlante. Un Kibbutz della narrativa e del giornalismo partecipativo, un luogo virtuale dove si possa parlare ed essere ascoltati. Ben altro dalla melassa dolciastra proposta dal quotidiano cittadino e dalle ovvietà conformiste che gli fanno da contorno (circoli letterari e fondazioni "gutturali" incluse). Insomma fa un po' ridere vedere lui, quel tizio, seduto là in fondo, sotto il suo piccolo Sicomoro (chilometri e chilometri a piedi per abbeverarlo), immaginare altro che polvere e solitudine. Velleitario è velleitario, al limite dell'autolesionismo, ma questo perchè, non prendiamoci in giro, quelle ovvietà fanno comodo a tutti. Se la politica, la cultura, il volontariato della "città dell'amore" ritengono l'informazione un dettaglio, se, nei fatti, in quel Kibbutz non investono nulla se non qualche pacca sulla spalla, quella Comunità Parlante non nascerà mai. Il Sicomoro, per quanto resistente, sarà destinato a rinsecchire. Non è questione di soldi, ma di consapevolezza. Se si crede che un altro mondo sia possibile, consentiteci almeno di raccontarlo in giro. Realtà o miraggio che sia, provate ad immaginarlo con noi il Kibbutz delle Parole Perdute, un paio di chilometri oltre le mura di Gerico. Scuotete i sogni dai vostri capelli, non solo la polvere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-1664597716808816524?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/1664597716808816524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/il-kibbtutz-delle-parole-perdute.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1664597716808816524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/1664597716808816524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/il-kibbtutz-delle-parole-perdute.html' title='IL KIBBUTZ DELLE PAROLE PERDUTE'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-2553895564391600249</id><published>2010-01-08T01:57:00.000-08:00</published><updated>2010-01-08T08:49:31.746-08:00</updated><title type='text'>2009 - LA SCOMPARSA DEL LAVORO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Un ministro della Repubblica Italiana ha affermato che abolirebbe l’articolo uno della nostra Costituzione. Egli ci tiene a sottolineare che: “Non significa assolutamente nulla”. Una delle degenerazioni a cui assistiamo quotidianamente è l’umiliazione, la marginalizzazione, lo sputtanamento del lavoro. Nelle piccole e medie aziende del veronese si sono persi migliaia di occupati, quest’anno, senza contare i precari, i migranti sommersi, i disoccupati. Ma gli argomenti del nostro chiacchiericcio, oggi, sono altri: il “Body Scanner” (lo useremo anche per i treni, le metropolitane e i centri commerciali?), la riforma della giustizia, i cinque milioni di Euro vinti a Soave. L’attuale articolo uno della costituzione materiale potrebbe suonare così: “L’Italia è una Repubblica fondata sulla Fiction”, ovvero sulla distorsione della realtà a fini propagandistici e pubblicitari. Un’intera popolazione intossicata da mezzi di informazione unilaterali e tossici, dove realtà e fantasia si impastano in un miscuglio psichedelico. Il buon lavoro produce buoni prodotti, la buona fiction produce simulacri di buoni prodotti, che si squagliano alla prima sollecitazione. Se si tratta di un telefonino, poco male, ma se si tratta di un treno merci, un aereo, il reparto pediatrico di un ospedale, o un fondo d’investimento da cui dipende il futuro di una famiglia, può finire in tragedia. Mi spiace, scusatemi se vi scuoto, ma sarebbe ora di alzarsi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-2553895564391600249?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/2553895564391600249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/2009-la-scomparsa-del-lavoro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/2553895564391600249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/2553895564391600249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/2009-la-scomparsa-del-lavoro.html' title='2009 - LA SCOMPARSA DEL LAVORO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-2327271739664031951</id><published>2010-01-07T08:12:00.000-08:00</published><updated>2010-01-08T08:52:00.521-08:00</updated><title type='text'>IL CORO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera ho avuto il piacere, nel frigorifero della Chiesa di Madonna di Campagna, di ascoltare il coro "Voci della Ferrata", ovvero la compagnia cantante  dei ferrovieri di Verona. Ho passato una parte della vita a non comprendere il senso di cantare in un coro, ma al di là del pregevole aspetto musicale, quel gruppo mi ha indotto ad una riflessione. Nella vita si deve scegliere: comprendere l'importanza di essere parte di un tutto, utili ma non necessari, o cercare una via solitaria, sempre alla ricerca di una nuova soddisfazione, sempre con il timore che qualcun'altro ti porti via quel poco che hai. In un coro no, tu sostieni la tua parte e sei utile agli altri. Se non ci sei gli altri si sacrificheranno per te, sforzando la voce, sopperendo alla tua assenza, ma se ci sei il tuo contributo regala quel qualcosa in più che altrimenti verrebbe a mancare. Quando si trova l'armonia, poi, ne esce qualcosa di magico, un impasto straordinario dove la somma supera di molto l'apporto dei singoli. Ci insegnassero fin da piccoli a cantare in un coro, a fare gioco di squadra, quante delusioni in meno. Certo, occorre anche il direttore, ma la sua soddisfazione più grande, io credo, è quella di accorgersi, con meraviglia,  che si può fare a meno anche di lui.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-2327271739664031951?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/2327271739664031951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/essere-coro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/2327271739664031951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/2327271739664031951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/essere-coro.html' title='IL CORO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-5926969066513970584</id><published>2010-01-06T13:42:00.000-08:00</published><updated>2010-01-06T14:01:43.459-08:00</updated><title type='text'>BALOTELLI E IL TORTO DI ESSERE ITALIANO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nello stadio di Verona abbiamo assistito a diversi episodi non proprio edificanti, dalle banane di Zanohui al manichino appeso di Ferrier. Ma assistere al fischio sistematico, dal primo secondo di gioco, di un giocatore di 19 anni da una frangia del tifo più "buono" d'Italia, con annessi auguri post natalizi del sindaco, non era mai accaduto. Cosa ha di sbagliato Mario Balotelli per meritarsi questo trattamento? Forse è antipatico, ma non crediamo sia l'unico giocatore di serie A, forse è bresciano e conosciamo la ben nota rivalità tra le due città. Altro non ci viene in mente, se non che Balotelli è italiano, anzi ha preteso di esserlo, ma di un colore non ancora omologato. Questo lo rende diverso da Vieira o da Muntari. Lui non è un funambolo di importazione, lui è uno di noi e questo a qualcuno, anche a Verona, non sta bene. A noi sì.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-5926969066513970584?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/5926969066513970584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/balotelli-e-il-torto-di-essere-italiano.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/5926969066513970584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/5926969066513970584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/balotelli-e-il-torto-di-essere-italiano.html' title='BALOTELLI E IL TORTO DI ESSERE ITALIANO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-3396852256395095012</id><published>2010-01-05T11:08:00.001-08:00</published><updated>2010-01-06T01:26:59.429-08:00</updated><title type='text'>OPPOSIZIONE A VERONA: APPELLO A "CHI L'HA VISTO"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Desidero inviare un appello alla brava Federica Sciarelli, conduttrice del noto programma televisivo sulle persone scomparse. Vorrei chiederle di ritrovare l'opposizione "democratica" a Verona, che da diverso tempo ha smarrito la via di casa. Magari anche uno straccio di candidato presidente alle elezioni regionali, mi basterebbe una prova di esistenza in vita. Il problema però è la fotografia, di questa amica smarrita. E' piuttosto difficile ritrarre un soggetto che ha perso identità, interessi, segni distintivi. Dunque cercasi opposizione, segni particolari: al momento nessuno. Buona fortuna, Federica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-3396852256395095012?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/3396852256395095012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/opposizione-verona-appello-chi-lha.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3396852256395095012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3396852256395095012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/opposizione-verona-appello-chi-lha.html' title='OPPOSIZIONE A VERONA: APPELLO A &quot;CHI L&apos;HA VISTO&quot;'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7140018809027331028.post-3401908414197868415</id><published>2010-01-04T02:27:00.001-08:00</published><updated>2010-01-04T02:36:36.912-08:00</updated><title type='text'>BLOGGA TU CHE BLOGGO IO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Oggi nasce il Blog di Angelo Jasmeno, giornalista del Vespro. Piano con le parole: "giornalista", meglio reporter. Commenteremo i fatti di Verona. Il nostro angolo di mondo, la "Città dell'Amore", basta e avanza per imbastire una storia. Se non fossimo così distratti. Per troppo tempo abbiamo sopportato, abbiamo lasciato defluire l'acqua inquinata sotto i ponti, arricciando il naso e non muovendo una paglia (detto veronese). Sarebbe ora di odorare, respirare, ascoltare, toccare, vedere. Che ne pensate?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7140018809027331028-3401908414197868415?l=jasmeno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jasmeno.blogspot.com/feeds/3401908414197868415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/blogga-tu-che-bloggo-io.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3401908414197868415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7140018809027331028/posts/default/3401908414197868415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jasmeno.blogspot.com/2010/01/blogga-tu-che-bloggo-io.html' title='BLOGGA TU CHE BLOGGO IO'/><author><name>Jasmeno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00950877082834015410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
